Un metodo terapeutico basato sui principi dello
Yoga deve collaborare con l' attività della forza vitale
attraverso un impegno consapevole di correzione degli squilibri
posturali, delle abitudini mentali, dell' atteggiamento mentale.
Questo metodo di correzione globale è chiamato Shusei ho.
(M° Masahiro Oki dal libro: Terapia Zen Yoga - Ed. Cometa
- Roma) |
IL FINE DELLA PRATICA
E' quello di raggiungere la consapevolezza della condizione del
proprio corpo e allenarsi a creare equilibrio correggendo le disarmonie
e le distorsioni che derivano da abitudini scorrette. Le tradizionali
Asana dello yoga vengono praticate in modo dinamico, accompagnate
da uno studio volto a scoprire il valore del respiro, e indirizzate
consapevolmente a ricreare una condizione di stabilità del
corpo e di armonia dello stato d'animo.
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I FONDAMENTI DELLA PRATICA
• Consapevolezza
Sebbene le posizioni correttive proposte nella pratica di Dozen
Shusei ho possono sembrare simili a quelle proposte da altre pratiche
fisiche, esse sono invece piuttosto diverse in quanto il loro scopo
principale è quello di modificare la respirazione e di influenzare
in questo modo la condizione interna. Gli esercizi costituiscono
un metodo di auto controllo e devono essere eseguiti in modo consapevole:
la mente deve rimanere calma come nello Zen attivo e la respirazione
deve essere controllata in modo da ricondurre il corpo al suo stato
di naturale rilassamento.
• Respirazione
Grazie a un movimento corretto del corpo si crea armonia ed equilibrio,
ma questo non sarebbe possibile senza la collaborazione del nostro
respiro. Il respiro costituisce infatti un nutrimento fondamentale
per il nostro essere ed è il tramite della comunicazione
tra la nostra sfera materiale (il corpo, il sangue, ecc.) e quella
immateriale (la mente, l’atteggiamento, ecc.).
La respirazione si esprime in tre fasi distinte: l’inspirazione,
l’espirazione e l' apnea (o kumbhaka). Durante l’inspirazione
aumenta l’attività del sistema nervoso simpatico, cresce
la tensione nervosa e muscolare. Al contrario, l’espirazione,
stimola l’attività del sistema nervoso parasimpatico,
portando il corpo e la mente verso una condizione di rilassamento.
Il kumbhaka, infine, è la condizione di massimo equilibrio
fra tensione e rilassamento, ideale per la concentrazione e la focalizzazione
dell’attività fisica e mentale. Eseguendo una posizione
o un esercizio dinamico, l’effetto risulterà diverso
a seconda del tipo di respiro che l’accompagna e possiamo
quindi utilizzarne uno o l’altro in relazione allo scopo che
si vuole perseguire. E’ inoltre importante che la respirazione
abbia un ritmo e sia coordinata con il movimento.
• Immaginazione
Un altro elemento caratterizza gli esercizi di Dozen Shusei ho rispetto
ad altre pratiche di movimento: l’immaginazione. Immaginare
significa dare una direzione al proprio impegno durante l’esecuzione
degli esercizi e porta l’attenzione a concentrarsi verso l’azione
della Forza vitale, rafforzandola, invece di concentrarsi verso
il proprio disturbo. L'immaginazione trae la sua forza dalla nostra
sfera inconscia e la sua capacità di influenzare il nostro
stato d'animo è infinitamente più grande della forza
del pensiero. Immaginatevi dunque sorridenti e sorridete nel fare
gli esercizi cosicché le tensioni si allentino: questo impegno
rafforza la consapevolezza di quel che si sta compiendo.
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